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Interposizione elusiva

Definizione

Un'operazione con cui un contribuente attribuisce fittiziamente redditi a un'altra persona o società (l'interposto) per ottenere un vantaggio fiscale indebito, eludendo le norme tributarie.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Interposizione elusiva: la società schermo non salva dalle tasse
Un professionista ha costituito una società, di cui era socio di maggioranza, per stipulare un contratto di leasing per l'immobile destinato al suo studio. La società subaffittava poi l'ufficio a lui, permettendogli di dedurre i canoni di locazione. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione come una forma di interposizione elusiva, volta ad aggirare il divieto di deduzione dei canoni di leasing per immobili strumentali. La Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento, ritenendo la società un mero schermo fittizio. Il professionista è stato considerato l'effettivo titolare del reddito e ha perso la causa, dovendo pagare le maggiori imposte.
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Interposizione elusiva: Fisco vince, professionista perde
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento contro un professionista che utilizzava una società, da lui controllata, come schermo per dedurre costi altrimenti indeducibili. L'operazione di interposizione elusiva consisteva nel far stipulare alla società un contratto di leasing per l'ufficio e poi sublocarlo a sé stesso. In questo modo, il professionista deduceva i canoni di locazione, aggirando il divieto di deduzione dei canoni di leasing per immobili strumentali acquistati prima del 2007. La Corte ha stabilito che l'operazione era un mero artificio per ottenere un vantaggio fiscale indebito, imputando l'intero reddito direttamente al professionista. L'Agenzia delle Entrate ha quindi vinto la causa.
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Ufficio in leasing tramite società: è interposizione elusiva
Un professionista ha utilizzato una società, di cui era socio di maggioranza, per aggirare il divieto di deduzione dei canoni di leasing di un immobile strumentale. La società ha stipulato il contratto di leasing e ha poi concesso in locazione l'immobile al professionista, che deduceva i relativi canoni. La Corte di Cassazione ha confermato la tesi dell'Agenzia delle Entrate, qualificando l'operazione come una vera e propria interposizione elusiva. Secondo i giudici, la società era un mero 'schermo', totalmente asservita al professionista, unico beneficiario dell'operazione. Di conseguenza, il Fisco ha vinto la causa e l'avviso di accertamento è stato ritenuto legittimo.
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