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Intermediazione Stupefacenti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Intermediazione stupefacenti: guida alla Cassazione
La Suprema Corte ha confermato la condanna per intermediazione stupefacenti relativa all'acquisto di 35 kg di hashish. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi erano generici, miravano a una rivalutazione dei fatti già decisi in appello e introducevano una richiesta di riqualificazione del reato come 'fatto lieve' mai presentata nei gradi precedenti. La decisione ribadisce che in sede di legittimità non è possibile riesaminare le prove se la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente.
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Intermediazione stupefacenti: la condanna è valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per intermediazione stupefacenti. La sentenza stabilisce che la condanna è legittima anche se gli acquirenti della droga sono stati assolti in un processo separato. La Corte ha chiarito che, ai fini della prova, il riconoscimento vocale effettuato dalla polizia giudiziaria durante le intercettazioni può essere sufficiente, senza la necessità di una perizia fonica, e che l'attività di intermediazione è reato a prescindere dal fatto che venditore e acquirente si conoscano già.
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Intermediazione stupefacenti: quando è reato? Cassazione
Un soggetto in custodia cautelare per spaccio ricorre in Cassazione, sostenendo di essere stato un semplice mediatore. La Corte rigetta il ricorso, confermando che l'intermediazione stupefacenti è reato anche se l'acquirente conosce già il fornitore. La sentenza ribadisce che qualsiasi contributo, materiale o psicologico, che faciliti l'incontro tra venditore e acquirente integra il delitto di spaccio. Gli elementi probatori, incluse le intercettazioni, sono stati ritenuti sufficienti a delineare un ruolo attivo dell'indagato nella rete di spaccio.
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Intermediazione stupefacenti: prova senza sequestro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando una condanna per traffico di droga. Si ribadisce che per l'intermediazione stupefacenti basta manifestare la disponibilità della sostanza e che l'aggravante dell'ingente quantità può essere provata anche indirettamente, senza il sequestro fisico della droga. Il diniego delle attenuanti è stato giustificato dalla vicinanza dell'imputato ad ambienti criminali.
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