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Inerenza

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Provvedimenti

Deducibilità costi: onere della prova e omessa pronuncia
La Corte di Cassazione interviene sul tema della deducibilità costi, chiarendo l'onere della prova a carico del contribuente. Una società immobiliare si era vista contestare costi di ammortamento. La Corte ha ritenuto sufficiente la documentazione contabile prodotta per dimostrare l'inerenza e l'esistenza dei costi. Tuttavia, ha cassato la sentenza di secondo grado per un vizio procedurale: l'omessa pronuncia sull'appello incidentale proposto dall'Agenzia delle Entrate, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Costi da operazioni inesistenti: quando deducibili
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sulla deducibilità dei costi da operazioni inesistenti. In un caso riguardante fatture emesse da una presunta società 'cartiera', la Corte ha chiarito che, ai fini delle imposte dirette, i costi sono deducibili se l'operazione è solo 'soggettivamente' inesistente (ovvero, la prestazione è stata realmente eseguita, ma da un soggetto diverso da quello fatturante). La deducibilità è ammessa a condizione che il costo sia stato effettivamente sostenuto e soddisfi i requisiti di inerenza e certezza, anche se l'acquirente era a conoscenza della frode. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Principio di competenza e contributi: la Cassazione
Una società editoriale ha ricevuto un avviso di accertamento per la mancata contabilizzazione di un contributo ministeriale nell'anno 2010. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che, in base al principio di competenza, i contributi vanno imputati all'esercizio in cui sorge la certezza giuridica del diritto a percepirli, e non necessariamente nell'anno di riferimento. Nel caso specifico, tale certezza si è manifestata l'anno successivo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le censure relative alla detraibilità IVA e all'errata applicazione del giudicato.
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Rimborso IVA negato: la prova del titolo sull’immobile
Una società si vede negare il rimborso IVA per ingenti costi di ristrutturazione su un immobile di proprietà del suo socio unico. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che per dimostrare l'inerenza dei costi non basta l'intento imprenditoriale, ma è necessaria la prova di un titolo giuridico valido (proprietà o possesso qualificato) che leghi l'immobile all'attività d'impresa. Un semplice contratto preliminare non registrato è stato ritenuto insufficiente.
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Deducibilità compensi amministratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14113/2019, ha stabilito un principio fondamentale sulla deducibilità dei compensi degli amministratori. La Corte ha chiarito che la semplice iscrizione del costo nel bilancio societario, anche se approvato dall'assemblea, non è sufficiente a garantirne la deducibilità fiscale. È necessaria una specifica e inequivocabile delibera assembleare che determini l'importo dei compensi. Accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva invece ritenuto sufficiente la certezza e l'inerenza del costo risultante dal bilancio.
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