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Inerenza Iva

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inerenza IVA: detrazione negata se l’attività non parte
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della detrazione per difetto di Inerenza IVA in relazione a costi di ristrutturazione sostenuti su immobili di terzi. Sebbene la normativa consenta la detrazione anche per attività potenziali o future, nel caso di specie l'attività di agriturismo non era mai stata avviata a distanza di dieci anni dal sostenimento delle spese. La contribuente non ha fornito prove circa impedimenti incolpevoli che avessero bloccato l'inizio dell'impresa, rendendo i costi non strumentali all'esercizio dell'attività economica.
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Inerenza IVA: prova necessaria anche nel rimborso
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato il rimborso IVA concesso a una società di servizi, contestando la mancanza di prova circa l'inerenza dei costi per alcune annualità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'istanza di rimborso forfettario non esonera il contribuente dall'onere di provare l'inerenza IVA secondo i principi ordinari. La decisione precedente è stata annullata poiché aveva erroneamente presunto la sussistenza del diritto basandosi solo sulla condotta collaborativa della società, anziché su verifiche documentali oggettive.
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Inerenza IVA: detraibile per attività preparatorie
Un'impresa si è vista negare la detrazione IVA sull'acquisto di un immobile industriale, poiché l'attività produttiva non era ancora iniziata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22664/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo che il principio di inerenza IVA si applica anche agli acquisti effettuati durante la fase preparatoria (start-up), se funzionali al progetto imprenditoriale, rendendo così l'imposta detraibile.
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Inerenza IVA immobile: non basta la registrazione
Un imprenditore ha dedotto l'IVA sull'acquisto di un immobile, destinandolo poi alla locazione anziché all'attività principale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la detrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per dimostrare l'inerenza IVA è necessaria una prova sostanziale del collegamento del bene all'attività d'impresa, non essendo sufficiente la mera registrazione contabile.
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