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Indisponibilità del diritto

Definizione

Principio secondo cui alcuni diritti, come quello ai contributi previdenziali, non possono essere oggetto di rinuncia o modifica tramite accordi privati tra le parti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: rateazione non valida
Il Contribuente ha impugnato un pignoramento e un'intimazione di pagamento relativi a vecchie cartelle esattoriali per contributi non versati. I giudici di merito avevano respinto il ricorso sostenendo che la domanda di rateizzazione presentata dal debitore valesse come rinuncia a far valere la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo le doglianze del cittadino. La Suprema Corte ha chiarito un principio fondamentale riguardante la prescrizione contributi previdenziali: le norme sui contributi previdenziali sono inderogabili e sottratte alla disponibilità delle parti. Di conseguenza, chiedere di pagare a rate un debito già prescritto non equivale a rinunciare alla prescrizione né fa resuscitare il credito estinto. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Rimborso IVA e decadenza: il giudice può rilevarla d’ufficio
Una società commercialmente attiva ha richiesto il rimborso del credito IVA non detratto per varie annualità. L'Agenzia delle Entrate ha eccepito il mancato rispetto dei termini per gli anni più risalenti. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto la tesi del Fisco, ritenendo che la contestazione fosse stata sollevata troppo tardi nel corso del processo. La Corte di Cassazione ha ribaltato il giudizio, chiarendo il principio sul tema di rimborso IVA e decadenza. Trattandosi di risorsa pubblica europea e di situazione non disponibile, il giudice ha la facoltà e il dovere di rilevare anche d'ufficio il superamento dei limiti temporali di due anni, purché le prove emergano dagli atti già acquisiti. La causa è stata quindi rinviata a nuova sezione per la corretta applicazione della regola.
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Lavoro sospeso? Il minimale contributivo si paga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi previdenziali basati sul minimale contributivo sussiste anche quando l'attività lavorativa è sospesa per un accordo tra azienda e lavoratori, a causa di mancanza di commesse. Un'azienda si era opposta a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale, sostenendo che nulla fosse dovuto per i periodi di inattività. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che l'obbligazione contributiva è inderogabile e non può essere annullata da accordi privati. L'azienda è stata quindi condannata a pagare i contributi omessi e le spese legali.
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