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Indennità Di Posizione

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Provvedimenti

Indennità di posizione: no all’aumento in comando
Un dipendente pubblico, temporaneamente assegnato a una struttura straordinaria per un'emergenza, ha richiesto l'indennità di posizione più elevata prevista dall'ente di destinazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto a tale trattamento economico sorge solo in caso di una netta e chiara separazione tra l'amministrazione di appartenenza e quella di destinazione, requisito assente nel caso specifico poiché la struttura operava all'interno della stessa amministrazione del lavoratore.
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Indennità di posizione: discrezionalità dell’ente
Un dirigente di un ente locale ha perso il ricorso per ottenere la massima indennità di posizione. La Cassazione ha confermato che la graduazione della retribuzione è un atto discrezionale dell'amministrazione, non sindacabile nel merito dal giudice se non in caso di palese irrazionalità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti.
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Indennità di posizione: no senza incarico dirigenziale
Un dipendente, il cui trattamento economico era stato equiparato per legge a quello dei dirigenti regionali, ha richiesto l'indennità di posizione. La Cassazione ha negato il diritto, chiarendo che l'indennità di posizione è legata all'effettivo conferimento di un incarico dirigenziale e all'assunzione delle relative responsabilità, non alla sola equiparazione economica.
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Mansioni superiori retribuzione: spetta l’indennità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7818/2025, ha stabilito che al dipendente pubblico che svolge mansioni superiori spetta l'intera retribuzione dirigenziale, compresa l'indennità di posizione. A differenza di quanto ritenuto dalla Corte d'Appello, tale indennità non è un compenso variabile legato alla performance, ma un emolumento fisso connesso alla funzione. Pertanto, la sua quantificazione può essere provata per riferimento a quella percepita da altri dirigenti con incarichi analoghi. Il caso riguarda un funzionario della Polizia Municipale a cui erano state affidate responsabilità dirigenziali. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso tale indennità dal calcolo delle differenze retributive, rinviando la causa per una nuova decisione.
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Licenziamento disciplinare: confermato per il dirigente
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento disciplinare di un dirigente di un ente locale. Il dirigente si era autoliquidato per anni indennità di posizione e di risultato senza la preventiva costituzione del fondo previsto dalla normativa, inducendo in errore il Sindaco. La Corte ha ritenuto tale condotta, caratterizzata da dolo e reiterate violazioni di legge, una lesione irreparabile del rapporto di fiducia (vulnus fiduciario), giustificando pienamente il recesso per giusta causa. Il ricorso del dipendente è stato dichiarato inammissibile.
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