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Indebito arricchimento (Art. 2041 c.c.)

Definizione

Azione legale con cui chi si è impoverito a vantaggio di un altro, senza una giusta causa, può chiedere un indennizzo pari alla diminuzione patrimoniale subita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appalti Pubblici: Lavori Extra e Indebito Arricchimento Negato
Un'associazione di imprese esegue lavori extra in un appalto pubblico per la manutenzione di viadotti, basandosi su un accordo firmato dal Direttore dei Lavori e dal R.U.P. La Stazione Appaltante, però, si rifiuta di pagare, sostenendo la mancanza di una formale approvazione da parte dell'organo competente. La Cassazione dà ragione all'ente pubblico, stabilendo che la firma dei tecnici non è sufficiente a vincolare l'amministrazione per spese non autorizzate. Viene respinta anche la richiesta di indennizzo per indebito arricchimento appalti pubblici, poiché l'ente non aveva mai richiesto né voluto tali opere, subendole di fatto. L'impresa perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Restituzione somme indebite: Centro Sanitario perde contro l’ASL
Un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) chiede a un Centro di Riabilitazione la restituzione di somme indebite per oltre 4,6 milioni di euro, pagate in eccesso per prestazioni sanitarie. Il Centro si oppone e cita in giudizio l'ASL, chiedendo a sua volta un indennizzo per ingiustificato arricchimento. I giudici di primo e secondo grado danno ragione all'ASL. Il Centro ricorre in Cassazione, ma la Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La Corte stabilisce che il Centro ha tentato impropriamente di far riesaminare i fatti e lo condanna a pagare le spese legali, un'ulteriore somma per lite temeraria e una sanzione alla Cassa delle ammende. La decisione conferma l'obbligo del Centro di restituire le somme.
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Servizi sanitari senza contratto: l’indebito arricchimento P.A. non salva
Una società finanziaria, che aveva acquistato i crediti di una clinica privata, ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere il pagamento di prestazioni sanitarie. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta perché non esisteva un contratto scritto valido tra la clinica e l'ente pubblico, essendo vietato il rinnovo tacito. Anche la domanda subordinata per indebito arricchimento P.A. è stata rigettata. La Corte ha stabilito che la società finanziaria, in qualità di cessionaria del credito, non ha subito un impoverimento diretto e non aveva provato di aver acquisito anche il diritto a richiedere l'indennizzo per arricchimento senza causa.
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