La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imprenditori agricoli accusati di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Gli imputati avevano dichiarato falsamente di possedere titoli validi per la conduzione di terreni comunali al fine di ottenere fondi europei e statali. Nonostante la difesa sostenesse la buona fede legata a un contenzioso civile sulla durata dei contratti, i giudici hanno rilevato che la consapevolezza dell'abusività dell'occupazione, unita al mancato pagamento dei canoni dal 2010, provasse l'intento fraudolento. La sentenza ribadisce che l'art. 316-ter c.p. tutela la corretta allocazione delle risorse pubbliche e sanziona l'obbligo di verità nelle dichiarazioni.
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