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Indebita utilizzazione

Definizione

Usare senza autorizzazione una carta di credito, un bancomat o un altro strumento di pagamento non in contanti, per ottenere un profitto per sé o per altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indebito utilizzo di carte di credito: reato anche senza prelievo
Un uomo ha inserito una carta di pagamento di provenienza illecita all'interno di uno sportello automatico, senza tuttavia digitare il codice segreto perché non lo conosceva. La difesa ha sostenuto l'assenza di reato a causa del mancato prelievo e dell'assenza di un danno economico effettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato questa impostazione, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che l'indebito utilizzo di carte di credito si consuma nel momento stesso in cui il soggetto compie l'azione non autorizzata. Non occorre il conseguimento di un profitto o la riuscita dell'operazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al versamento delle spese e di una sanzione economica.
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Indebito Utilizzo Carta di Credito: Tentativo Reato Anche Senza Prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Individuo per ricettazione e indebito utilizzo di carta di credito. L'Individuo aveva utilizzato una carta bancomat rubata, tentando di prelevare denaro tramite la digitazione casuale di PIN, senza successo. La difesa sosteneva che il fatto dovesse essere riqualificato come furto o come reato impossibile. La Cassazione ha ribadito che l'indebito utilizzo carta di credito si configura anche nel tentativo, pure se non si riesce a prelevare, e che non si tratta di reato impossibile. Ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione del diniego delle circostanze attenuanti generiche. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Indebita utilizzazione carta: annullata condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per indebita utilizzazione carta a carico di una coppia. La Corte ha ritenuto illogica la motivazione della Corte d'Appello, la quale non aveva adeguatamente considerato l'ipotesi alternativa, e plausibile, che il prelievo fosse stato autorizzato da uno dei cointestatari della carta, la madre dell'imputata. La mancata verifica di questa possibilità viola il principio della condanna "al di là di ogni ragionevole dubbio".
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