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Indebita Percezione Naspi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indebita percezione NASpI: reato anche se le rate sono piccole
Un lavoratore, dopo aver trovato un nuovo impiego, ometteva di comunicarlo all'INPS, continuando a ricevere l'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per indebita percezione NASpI, stabilendo un principio fondamentale. Anche se ogni singola rata mensile è inferiore alla soglia di punibilità penale (circa 4.000 euro), il reato scatta se la somma totale degli importi indebitamente incassati supera tale limite. La Corte ha chiarito che queste condotte costituiscono un unico reato, il cui importo va calcolato complessivamente. L'appello del lavoratore è stato quindi respinto.
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Indebita percezione NASpI e prescrizione reato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una cittadina straniera condannata per Indebita percezione NASpI per aver omesso di comunicare lo svolgimento di un'attività lavorativa. Nonostante l'inammissibilità dei motivi legati all'errore di fatto, la Corte ha ritenuto fondata la doglianza sulla mancata applicazione dell'attenuante della particolare tenuità, non avendo i giudici di merito considerato lo status di vulnerabilità e la scarsa istruzione dell'imputata. Poiché il ricorso è stato ritenuto ammissibile, la Corte ha potuto dichiarare l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione e revocare la confisca dei beni, in quanto la normativa sulla confisca post-prescrizione non è applicabile retroattivamente.
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Indebita percezione NASPI: reato unitario, no prescrizione
Una lavoratrice è stata condannata per indebita percezione NASPI, avendo ricevuto l'indennità di disoccupazione per due anni pur lavorando all'estero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il reato è unitario e la prescrizione decorre solo dalla riscossione dell'ultima rata. La Corte ha confermato che l'omessa comunicazione del nuovo impiego integra il reato, respingendo la tesi della prescrizione parziale e della tenuità del fatto.
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