Un uomo agli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione per raggiungere l'ex compagna e la figlia in una struttura protetta, interrompendo la fuga solo per l'arrivo imminente delle forze dell'ordine. Accusato del reato di evasione, l'uomo ha proposto ricorso in Cassazione richiedendo l'applicazione di una circostanza attenuante per il rientro spontaneo e la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'attenuante richiede la consegna in carcere o all'autorità, non il semplice rientro a casa. Inoltre, la condotta non è stata considerata di modesta offensività, vista la destinazione della fuga e la desistenza forzata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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