La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione di un assegno bancario a carico di un imputato in possesso di un titolo denunciato come smarrito. La difesa sosteneva che il bene fosse solo perso e non rubato, escludendo così l'origine delittuosa. I giudici hanno chiarito che l'impossessamento di un assegno smarrito integra il delitto di furto, poiché il titolo conserva i segni evidenti della proprietà del titolare legittimo. Di conseguenza, il successivo trasferimento o possesso del titolo da parte di terzi costituisce ricettazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando l'aggravante della recidiva specifica e condannandolo al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro.
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