L'Imputato, condannato per il delitto di ricettazione, ha proposto ricorso per cassazione lamentando l'errata applicazione della recidiva reiterata e la maturata estinzione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno confermato la piena legittimità dell'aggravante della recidiva, motivata in modo logico e coerente dai giudici di merito. Tale contestazione produce effetti determinanti sul calcolo dei termini di legge: la prescrizione della ricettazione, considerata la recidiva qualificata e le cause di sospensione, si compie solo dopo ventidue anni dalla data del fatto. Il reato non era affatto prescritto al momento della decisione. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con le spese di giudizio e il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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