L'Imputato, condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, ricorre in Cassazione lamentando il diniego dell'udienza in presenza per concordare la pena. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Durante l'emergenza sanitaria, il processo si è svolto in forma cartolare. La difesa non ha richiesto la discussione orale entro il termine perentorio di quindici giorni prima dell'udienza, né ha presentato un accordo scritto congiunto prima della decisione. Di conseguenza, il diniego del concordato sulla pena in appello è legittimo, poiché la difesa non ha attivato tempestivamente le procedure previste dalla legge.
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