La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di minaccia. L'imputato aveva intimato alla vittima di lasciare l'Italia, prospettando gravi conseguenze e affermando che avrebbe "buttato giù tutto". La difesa contestava l'utilizzabilità della querela e l'attendibilità della persona offesa. I giudici hanno chiarito che la testimonianza della vittima, ritenuta pienamente attendibile, è sufficiente a fondare la condanna anche senza riscontri esterni. Inoltre, le parole pronunciate integrano perfettamente la minaccia di un danno ingiusto, idonea a intimidire il destinatario. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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