La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso condannato per aver partecipato, insieme ad altri ultras, all'aggressione del furgone di una squadra avversaria. Durante l'azione violenta, il gruppo ha utilizzato una cintura per infrangere il finestrino del veicolo. La Suprema Corte ha confermato che la cintura, usata in quel modo, costituisce a tutti gli effetti uno degli oggetti atti ad offendere (corpo contundente). I giudici hanno inoltre confermato il diritto al risarcimento per la società proprietaria del veicolo, la cui attività commerciale è stata ostacolata dall'aggressione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »