La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25128/2024, ha confermato la condanna per rapina impropria nei confronti di una donna che, dopo aver sottratto merce da un supermercato, ha usato violenza contro il personale per assicurarsi l'impunità. I giudici hanno stabilito che l'assenza di un intervallo temporale significativo tra la sottrazione e la violenza qualifica il reato come rapina impropria e non semplice furto, dichiarando il ricorso inammissibile.
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