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Imputazione temporale

Definizione

Regola che stabilisce in quale anno fiscale un costo o un ricavo deve essere registrato in bilancio e dichiarato al fisco.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica del ricorso per cassazione: fisco fermato per un vizio
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di costruzioni la contabilizzazione di alcuni compensi legati a un appalto pubblico, sostenendo che l'impresa dovesse dichiarare i ricavi già nell'anno del collaudo parziale e non all'approvazione definitiva. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, confermando la correttezza del bilancio. L'ente fiscale ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione per ribaltare l'esito della lite. I giudici supremi hanno tuttavia rilevato la mancanza totale della prova relativa alla notifica del ricorso per cassazione alla controparte. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso fiscale senza analizzare i criteri di imputazione dei ricavi, confermando definitivamente la vittoria della società contribuente.
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Imputazione temporale dei costi: no al rinvio anche se neutro
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società l'erronea imputazione temporale dei costi, avendo questa inserito nel bilancio 2004 spese di competenza del 2003. Dopo una prima decisione favorevole alla Società, l'Amministrazione ha scoperto che tale sentenza era frutto di corruzione dei giudici tributari. Ha quindi proposto revocazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della vecchia sentenza e ha dato ragione al Fisco. La Suprema Corte ha ribadito che le regole sull'imputazione temporale dei costi sono inderogabili per evitare alterazioni dei risultati fiscali. Il contribuente non può scegliere arbitrariamente l'anno in cui dedurre un costo, anche se l'effetto finale sui conti appare neutro. La Società è stata condannata al pagamento delle imposte, delle sanzioni e delle spese di giudizio.
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Decorrenza interessi rimborso: la guida Cassazione
Una primaria compagnia assicurativa ha ottenuto dalla Corte di Cassazione il riconoscimento del diritto al calcolo corretto della decorrenza interessi rimborso a seguito di una doppia imposizione IRES. La controversia riguardava se gli interessi dovessero maturare dalla data dell'accordo di accertamento con adesione o dal momento dell'effettivo versamento indebito. La Suprema Corte ha stabilito che, data la natura compensativa degli interessi, il calcolo deve partire dal giorno del pagamento originario, annullando la decisione di merito che aveva erroneamente applicato i termini di decadenza dell'istanza al calcolo degli accessori.
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