La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di applicare la ritenuta d'acconto del 30% sui compensi versati a professionisti stranieri operanti in Italia. La società ricorrente sosteneva che tali prestazioni costituissero reddito d'impresa, esente da ritenuta in assenza di stabile organizzazione, a causa della complessità organizzativa e dell'uso di numerosi assistenti. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che la prevalenza dell'attività personale configura il reddito come lavoro autonomo, rendendo legittimo il prelievo alla fonte per garantire la riscossione fiscale, in conformità con i principi dell'Unione Europea.
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