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Impiego pubblico contrattualizzato

Definizione

Rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici regolato da contratti collettivi, come nel settore privato, e non solo da norme di diritto pubblico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mansioni superiori: L’Ente Locale perde, il Lavoratore vince
Il Lavoratore, impiegato presso L'Ente Locale, ha svolto per anni mansioni superiori rispetto al suo inquadramento formale. La Corte d'Appello ha riconosciuto il suo diritto alle differenze retributive. L'Ente Locale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il diritto alle retribuzioni per mansioni superiori dipendesse da requisiti formali non rispettati. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il diritto al compenso per le mansioni superiori di fatto svolte nell'impiego pubblico contrattualizzato non è condizionato da requisiti di legittimità formale, ma solo da specifiche eccezioni.
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Titoli non riconosciuti nel pubblico impiego: vince il Giudice del Lavoro
Un dipendente pubblico chiede al suo datore di lavoro, la Pubblica Amministrazione, il riconoscimento di titoli di studio per la progressione di carriera. L'Amministrazione nega la richiesta. Il lavoratore si rivolge al giudice amministrativo, ma la Corte di Cassazione chiarisce il corretto riparto di giurisdizione nel pubblico impiego. La controversia non riguarda un interesse legittimo contro un potere pubblico, ma un diritto soggettivo che nasce dal contratto di lavoro. Pertanto, la competenza a decidere spetta al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, non al TAR. La richiesta del lavoratore è finalizzata a ottenere un vantaggio nell'ambito del rapporto di lavoro, che è di natura privatistica.
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Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18695/2024, ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego contrattualizzato è quinquennale e decorre in costanza di rapporto. Questa decisione, in linea con le Sezioni Unite, riforma una sentenza di merito che aveva applicato il termine decennale, accogliendo il ricorso di un'amministrazione pubblica. La Corte ha anche ribadito i principi sul risarcimento del danno da abuso di contratti a termine.
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Indebito retributivo: quando la PA può chiedere i soldi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Pubblica Amministrazione ha il diritto di richiedere la restituzione di stipendi erroneamente pagati in eccesso, configurando un indebito retributivo. La sentenza chiarisce che, nel rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato, non è necessario un formale atto di autoannullamento del provvedimento iniziale errato, poiché i pagamenti sono considerati 'sine titulo', ovvero privi di una valida causa giuridica fin dall'origine. Di conseguenza, il lavoratore non può invocare il legittimo affidamento per trattenere le somme.
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