Un dipendente di un'Agenzia Regionale ha richiesto il pagamento per attività di consulenza svolte per conto dell'ente verso terzi. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il diritto basandosi su una prassi interna, ma la Cassazione ha chiarito che il lavoro straordinario nel pubblico impiego, se autorizzato anche implicitamente, deve essere retribuito secondo i parametri del CCNL e non tramite percentuali arbitrarie. La sentenza sottolinea che l'art. 2126 c.c. tutela il lavoratore per l'attività prestata, ma la quantificazione deve rispettare i vincoli della contrattazione collettiva nazionale.
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