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Guida In Stato Di Alterazione Da Stupefacenti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Guida in stato di alterazione da stupefacenti: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per Guida in stato di alterazione da stupefacenti. La condanna derivava da esami biologici positivi a cannabinoidi e cocaina, uniti a sintomi evidenti di alterazione psico-fisica rilevati dagli operanti. Il Lavoratore aveva contestato che la mera assunzione non bastasse, richiedendo la prova dell'effettiva alterazione e del nesso causale. Ha anche lamentato la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la combinazione di test positivi e sintomi comportamentali è sufficiente a dimostrare lo stato di alterazione, ribadendo che non è necessaria solo l'assunzione ma l'effettiva compromissione delle capacità di guida.
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Guida in stato di alterazione: incidente blocca i benefici
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di alterazione da stupefacenti a carico di una conducente che aveva causato un incidente stradale. I giudici hanno stabilito che la prova dell'alterazione può derivare non solo dagli esami tossicologici, che mostravano alti livelli di sostanze, ma anche dalla condotta di guida palesemente spericolata. La Corte ha inoltre ribadito un principio fondamentale: l'aver provocato un incidente stradale costituisce un'aggravante che impedisce la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. La richiesta della difesa è stata quindi respinta su tutta la linea.
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Guida sotto stupefacenti: agitazione basta per il test? La Corte
Un automobilista viene condannato per guida in stato di alterazione da stupefacenti dopo essere stato trovato in possesso di cocaina e con sintomi di agitazione. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave: per sottoporre un conducente a test tossicologici non è necessaria la prova di una guida palesemente anomala. Sono sufficienti il possesso della sostanza e la presenza di indicatori sintomatici, come occhi lucidi o stato confusionale, per creare un 'ragionevole motivo' che legittima l'accertamento. La condanna è stata quindi confermata, escludendo anche la non punibilità per particolare tenuità del fatto data la pericolosità della condotta.
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