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Giusta Causa

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Provvedimenti

Licenziamento per giusta causa: la prova penale vale
Un manager è stato licenziato per aver sottratto e venduto illecitamente materiali aziendali. Il Tribunale ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, basato su prove raccolte in un'indagine penale, come le intercettazioni telefoniche. La corte ha stabilito che l'azione disciplinare era tempestiva, poiché il datore di lavoro ha agito dopo aver acquisito una piena conoscenza dei fatti tramite indagini approfondite, e che la gravità della condotta aveva irrimediabilmente leso il vincolo fiduciario.
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Licenziamento dirigente per giusta causa: la guida
Un dirigente è stato licenziato per aver dirottato un'importante opportunità commerciale verso una società concorrente di cui era socio, violando il dovere di fedeltà. Il Tribunale ha confermato la legittimità del licenziamento dirigente per giusta causa, respingendo la tesi del motivo ritorsivo. Il giudice ha rigettato quasi tutte le richieste economiche del lavoratore, inclusa quella per l'inquadramento superiore e il patto di non concorrenza, riconoscendogli solo una penale contrattualmente prevista per la mancata attuazione di un piano di incentivazione.
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Licenziamento malattia: attività extra lavorativa
La Corte d'Appello di Trieste ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a una lavoratrice in malattia. La dipendente, assente per lombosciatalgia, è stata sorpresa da un investigatore privato a compiere attività (come fare la spesa e sollevare pesi) ritenute incompatibili con il suo stato di salute e potenzialmente idonee a ritardarne la guarigione. La Corte ha qualificato tale condotta come una violazione degli obblighi di correttezza e buona fede, a prescindere dalla violazione delle fasce di reperibilità. La decisione sottolinea come il lavoratore in malattia debba astenersi da qualsiasi comportamento che possa pregiudicare un rapido recupero, giustificando altrimenti la sanzione espulsiva.
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