LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Gestione Separata

Pagina 23 di 39

Provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
Un avvocato libero professionista, non iscritto alla Cassa Forense, contestava la richiesta dell'INPS di pagare i contributi per l'anno 2009 alla Gestione separata, eccependo la prescrizione. Il professionista sosteneva che il termine di cinque anni decorresse dalla scadenza originaria del pagamento (16 giugno 2010), rendendo tardiva la richiesta dell'ente del 3 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Pur confermando che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, i giudici hanno rilevato che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza per il saldo al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, notificata il 3 luglio 2015, è risultata tempestiva per soli tre giorni, obbligando il lavoratore al pagamento.
Continua »
Iscrizione Gestione separata: no ai contributi sotto i 5000 euro
L'INPS ha richiesto a un avvocato l'iscrizione Gestione separata per l'anno 2010, poiché la professionista non era iscritta alla Cassa Forense a causa del reddito inferiore ai minimi ordinari. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa dell'ente, ritenendo che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro costituisse un forte indizio del carattere occasionale dell'attività professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo di iscrizione richiede lo svolgimento abituale della professione. Se il reddito è inferiore alla soglia dei 5.000 euro, spetta all'INPS dimostrare con prove concrete l'effettiva abitualità del lavoro autonomo, non bastando la mera titolarità della partita IVA o l'iscrizione all'albo. Vince il professionista, con condanna dell'INPS al pagamento delle spese legali.
Continua »
Iscrizione alla Gestione Separata: no se il reddito è minimo
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Professionista l'iscrizione alla Gestione Separata per l'anno 2009, nonostante un reddito inferiore a 5.000 euro e la mancata iscrizione alla Cassa Forense. La Corte d'Appello ha ritenuto che il basso reddito indicasse l'occasionalità dell'attività, escludendo l'obbligo contributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione Separata richiede l'esercizio abituale della professione. Il reddito sotto la soglia dei 5.000 euro costituisce un valido indizio per escludere l'abitualità, che va accertata in concreto e non sulla base di semplici presunzioni legali automatiche. Vince la Professionista, con condanna dell'Ente al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Evasione contributiva o omissione: la Cassazione rinvia la scelta
Un professionista ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare i contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello ha ridotto le sanzioni, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse una semplice omissione e non una vera e propria evasione contributiva. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo invece la tesi della più grave evasione. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, rilevando un contrasto interpretativo su questo tema cruciale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, i giudici hanno rimesso la causa alla Quarta Sezione per stabilire una regola chiara e uniforme.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: no ai contributi con reddito minimo
Una professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale di pagare i contributi per l'anno 2010, sostenendo che il proprio reddito annuo era inferiore a cinquemila euro e che l'attività non era svolta in modo abituale. La Corte d'Appello aveva ritenuto comunque dovuti i contributi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, stabilendo che l'Iscrizione Gestione Separata richiede una verifica concreta sull'effettiva abitualità dell'attività professionale. Se il reddito è sotto la soglia dei cinquemila euro, il giudice non può presumere automaticamente l'obbligo contributivo, ma deve valutare indizi come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo per dimostrare la continuità del lavoro. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde la causa
L'INPS ha richiesto a un Professionista il pagamento di contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato nel 2019. Il Tribunale e la Corte d'appello hanno dichiarato il credito prescritto, poiché il termine di cinque anni decorreva dalla scadenza del versamento (luglio 2012) e l'INPS aveva agito solo nel 2017. L'INPS ha fatto ricorso sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non comporta un automatismo di dolo se il contribuente ha comunque dichiarato i propri redditi in un altro quadro. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali è maturata e il Professionista ha vinto la causa.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: stop ai calcoli facili
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista, escludendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che, prima di valutare la sospensione, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare l'esatta decorrenza del termine. Infatti, in tema di prescrizione contributi Gestione Separata, l'eventuale differimento dei termini di pagamento previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore sposta in avanti il giorno di inizio della prescrizione stessa, a prescindere dalla condotta soggettiva del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Gestione Separata INPS: obbligo anche con redditi minimi
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. Il professionista si è opposto, sostenendo che il proprio reddito annuo, inferiore a cinquemila euro, dimostrasse il carattere occasionale dell'attività e lo esonerasse dall'obbligo di iscrizione. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la soglia dei cinquemila euro non esclude automaticamente l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. I giudici di merito devono verificare in concreto se l'attività professionale sia stata svolta con carattere di abitualità, a prescindere dall'entità del reddito percepito. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Lavoro a progetto nei call center: l’Azienda perde in Cassazione
L'Azienda ha impugnato l'avviso di addebito dell'INPS che riqualificava quarantasei rapporti di lavoro, tra cui diversi contratti di lavoro a progetto per attività di call center, in rapporti di lavoro subordinato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno confermato la natura subordinata delle prestazioni, rilevando la genericità dei progetti e la presenza di indici tipici della subordinazione, come l'osservanza di turni e l'uso di strumenti aziendali. La Corte d'Appello ha solo concesso la compensazione con i contributi già versati alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che la valutazione degli indici di subordinazione spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Cassa previdenziale geometri: paghi anche senza reddito
Un geometra, iscritto all'albo professionale ma attivo come amministratore di società edilizie, ha contestato l'iscrizione d'ufficio operata dalla Cassa previdenziale geometri per il recupero dei contributi minimi del 2013. Il professionista sosteneva di non esercitare la libera professione in modo continuativo e di versare già i contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista. I giudici hanno stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale fa presumere lo svolgimento dell'attività e fa scattare l'obbligo di iscrizione alla cassa e il pagamento dei contributi minimi. L'iscrizione ad altre gestioni INPS o la natura occasionale del lavoro non escludono questo dovere, a meno che non si presenti una specifica autocertificazione di esonero prevista dai regolamenti interni della cassa.
Continua »
APE sociale: scontro tra INPS e collaboratori in Cassazione
Un collaboratore a progetto iscritto alla Gestione separata chiede l'accesso all'APE sociale dopo la cessazione del suo rapporto con una cooperativa. L'INPS nega il beneficio, sostenendo che l'anticipo pensionistico spetti solo ai lavoratori dipendenti licenziati. La Corte d'Appello dà ragione al lavoratore, assimilando la fine del contratto di collaborazione al licenziamento. L'INPS ricorre in Cassazione. I giudici di legittimità, rilevando la novità e l'importanza della questione sul piano nazionale, decidono con ordinanza interlocutoria di non decidere subito, ma di rinviare la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
Continua »
Obbligo iscrizione Gestione separata: da dipendente ad autonomo
Il Lavoratore ha contestato la richiesta dell'Ente Previdenziale di pagare i contributi previdenziali per gli anni 2010 e 2012. La Corte d'Appello ha stabilito che, mentre fino al 31 maggio 2010 esisteva un rapporto di lavoro subordinato con l'Azienda, dopo tale data il rapporto è proseguito come collaborazione autonoma. Questa conclusione si basa sulla liquidazione del TFR, sulla dichiarazione dei redditi del Lavoratore e sulla comunicazione aziendale di fine consulenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore, confermando l'obbligo iscrizione Gestione separata per il periodo successivo alla cessazione del rapporto subordinato. Il Lavoratore perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
Continua »
Contributi Gestione separata: sanzioni cancellate ai professionisti
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei Contributi Gestione separata a diversi professionisti (architetti e ingegneri) iscritti ai rispettivi albi ma non alla cassa professionale autonoma. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione sussiste per chi svolge attività abituale senza versare il contributo soggettivo alla propria cassa. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso di una professionista poiché il giudice d'appello ha omesso di pronunciarsi sulla prescrizione del debito. Inoltre, applicando una recente decisione della Corte Costituzionale, la Cassazione ha esonerato i professionisti dalle sanzioni civili per il periodo precedente al 6 luglio 2011. Infine, ha dichiarato estinto il processo per un lavoratore che ha aderito alla definizione agevolata.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince la causa
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite un avviso notificato il 1° luglio 2015. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse scaduto il 16 giugno 2015. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la proroga dei termini di versamento al 6 luglio 2010, prevista dal D.P.C.M. 10 giugno 2010, si applica oggettivamente a tutti i contribuenti che esercitano attività per cui sono previsti gli studi di settore, anche se aderenti al regime dei minimi. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è tempestiva e la prescrizione contributi Gestione Separata non si è verificata.
Continua »
Prescrizione Contributi Gestione Separata: il DPCM sposta tutto
Un libero professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi del 2009, ritenendola tardiva. L'Ente sostiene che un DPCM aveva posticipato la scadenza del versamento e, di conseguenza, anche l'inizio del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che la proroga del termine di pagamento disposta da un DPCM sposta anche la decorrenza della **prescrizione contributi Gestione Separata**. La richiesta di pagamento, avvenuta entro i cinque anni dalla nuova scadenza, è quindi legittima.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso Non Salva l’Avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'obbligo di iscrizione Gestione Separata avvocati. Un avvocato, con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro, si era opposto alla richiesta di contributi da parte dell'Ente Previdenziale. I giudici di merito gli avevano dato ragione, considerando il basso reddito come prova di un'attività occasionale. La Cassazione ha ribaltato la decisione: il superamento della soglia dei 5.000 euro non è l'unico criterio per determinare l'abitualità di una professione. Altri elementi, come l'iscrizione all'albo o la titolarità di una Partita IVA, sono indizi importanti. L'Ente Previdenziale ha quindi vinto il ricorso e il caso dovrà essere riesaminato tenendo conto di tutti questi fattori, non solo del reddito percepito.
Continua »
Decorrenza Pensione Gestione Separata: la Domanda Vince sull’Età
Un lavoratore con contributi versati sia nel fondo per lavoratori dipendenti sia nella Gestione Separata ha chiesto la pensione, unendo tutti i versamenti. Egli sosteneva che la pensione dovesse partire dalla data in cui aveva maturato i requisiti (2007). L'Ente Previdenziale, invece, l'aveva liquidata dal mese successivo alla domanda di unificazione dei contributi (2014). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente. Ha stabilito che la decorrenza pensione in Gestione Separata, in caso di cumulo, non parte dal momento in cui si raggiungono i requisiti di età e contributi, ma dalla data della domanda con cui si esercita l'opzione di unire i versamenti. Solo con quella richiesta, infatti, si forma il montante contributivo necessario.
Continua »
Sanzioni Contributi Avvocati: Cassazione annulla le multe INPS
Un'avvocatessa si era opposta alla richiesta di pagamento di contributi e sanzioni da parte dell'Ente Previdenziale per l'anno 2010. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla professionista riguardo alle sanzioni. Applicando una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che le sanzioni contributi avvocati per i periodi precedenti all'entrata in vigore di una legge del 2011 non sono dovute. La norma che le imponeva è stata infatti dichiarata incostituzionale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento delle sole sanzioni è stata annullata, segnando una vittoria per la professionista.
Continua »
Sanzioni Gestione Separata: Avvocato vince, ma paga i contributi
Una professionista si oppone alla richiesta di pagamento di contributi e sanzioni per l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante: mentre l'obbligo di versare i contributi previdenziali rimane valido, le sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata non sono dovute per i periodi antecedenti a una legge chiarificatrice del 2011. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto la precedente incertezza normativa. Di conseguenza, la professionista ha ottenuto una vittoria parziale: deve pagare i contributi ma è stata liberata dalle pesanti sanzioni.
Continua »
Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla per il 2010
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata richieste a una professionista per l'anno 2010. Sebbene l'obbligo di versare i contributi previdenziali rimanga valido, i giudici hanno applicato un'importante sentenza della Corte Costituzionale (n. 104/2022). Questo principio stabilisce che non sono dovute sanzioni per le mancate iscrizioni relative a periodi precedenti al 6 luglio 2011. La decisione si basa sulla tutela del legittimo affidamento dei professionisti, che prima di quella data si basavano su un quadro normativo e giurisprudenziale diverso. La professionista, quindi, vince la sua battaglia contro le sanzioni, pur dovendo regolarizzare la sua posizione contributiva.
Continua »