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frode sportiva

Definizione

Il reato commesso da chi offre o promette denaro o altre utilità per alterare il risultato di una competizione sportiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Misure cautelari personali: arresti confermati per l’ex arbitro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex arbitro contro l'ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. La difesa sosteneva l'insussistenza delle esigenze alla base delle misure cautelari personali, poiché l'indagato era stato sospeso dalla federazione calcistica, perdendo lo status di arbitro. La Suprema Corte ha invece confermato il provvedimento, evidenziando il ruolo di spicco dell'indagato come intermediario e organizzatore del gruppo criminale. Secondo i giudici, le condotte illecite erano del tutto indipendenti dalla sua qualifica ufficiale, persistendo il concreto pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, in particolare per il rischio di occultamento di flussi finanziari. L'indagato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Frode sportiva: il proprietario del cavallo perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario di un cavallo da corsa, condannato per il reato di frode sportiva a causa della somministrazione di sostanze dopanti all'animale. La difesa lamentava l'inutilizzabilità delle analisi delle urine del cavallo per violazione delle garanzie difensive e contestava la responsabilità penale basata sul solo titolo di proprietà. I giudici hanno chiarito che il prelievo di campioni in sede amministrativa non richiede garanzie difensive immediate se non vi sono ancora indizi di reato. Inoltre, la responsabilità del proprietario è sorretta dal suo specifico e preminente interesse economico alla vittoria della corsa.
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Aggravante mafiosa: frode sportiva e condanne.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi presentati da alcuni soggetti condannati per frode sportiva. Al centro del caso vi è l'applicazione dell'aggravante mafiosa per aver agito con l'obiettivo di agevolare un clan criminale attraverso la manipolazione di partite di calcio. La Corte ha ribadito che per la sussistenza dell'aggravante è sufficiente la consapevolezza della finalità agevolatrice, anche se il contributo del singolo appare marginale.
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