La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando il diritto di una docente a ricevere il compenso coordinatori provinciali per l'educazione fisica calcolato con la maggiorazione oraria per le ore eccedenti le 18 settimanali. La Suprema Corte ha chiarito che la contrattazione integrativa non ha il potere di trasformare tale compenso in una somma forfettaria, poiché manca una delega espressa del contratto collettivo nazionale. A differenza dei normali docenti di educazione fisica legati ai progetti delle singole scuole, i coordinatori provinciali svolgono funzioni di consulenza e coordinamento territoriale che non fanno capo a un singolo istituto, escludendo così la possibilità di un pagamento forfettario.
Continua »