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Firma di traenza

Definizione

È la firma apposta su un assegno dalla persona che lo emette (il traente), ordinando alla propria banca (il trattario) di pagare una certa somma.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta per distrazione: socio formale condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale a carico dei soci di una società per bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta semplice. Gli imputati hanno sottratto quasi sessantamila euro dalle casse aziendali senza documentare la destinazione del denaro per finalità di impresa e senza una precisa tenuta contabile. La socia accomandataria ha inoltre aggravato il dissesto economico ritardando la richiesta di fallimento, nonostante una pesante crisi debitoria in corso da anni. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dei soci. La Corte ha ribadito che la formale investitura non protegge da responsabilità penali se l'amministratore partecipa direttamente alla gestione e firma atti societari.
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Ricettazione di assegni bancari da conto chiuso: condanna confermata
Un uomo ha ricevuto e utilizzato assegni collegati al conto corrente già chiuso della vittima, con firma apocrifa. I giudici di merito hanno condannato l'imputato a un anno e quattro mesi di reclusione e quattrocento euro di multa, negando la sospensione condizionale a causa di un precedente reato. L'imputato ha proposto ricorso sostenendo che i titoli fossero meri oggetti smarriti. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Chi riceve assegni smarriti o rubati che recano i segni esteriori dell'altrui titolarità commette il reato di ricettazione di assegni bancari se non giustifica il possesso. La Corte ha confermato la condanna e il diniego della sospensione condizionale.
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Assegno nullo e falso credito: scatta il reato di truffa
Un acquirente ha convinto i dipendenti di un negozio ad accettare in pagamento un assegno da quattromila euro. Il titolo apparteneva a una società diversa da quella indicata nella firma ed era tratto su un conto corrente già estinto. L'autore ha sostenuto in sede giudiziaria la sussistenza della meno grave insolvenza fraudolenta. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per il reato di truffa, evidenziando una complessa messa in scena ingannatoria durata oltre un'ora. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato e lo hanno condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Pagamento assegno falso: la negligenza della banca
Un istituto di credito ha effettuato il pagamento di numerosi assegni con firme palesemente false, attribuite al coniuge della correntista. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della banca per negligenza professionale, sottolineando che il suo dovere di verifica prevale su ogni altra circostanza. La Corte ha stabilito che la palese difformità della firma rispetto allo specimen depositato rende la banca l'unica responsabile del danno, respingendo la tesi del concorso di colpa del cliente.
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