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Fine predatorio

Definizione

L'intenzione di impossessarsi di beni altrui, tipica dei reati contro il patrimonio come il furto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentativo di rapina impropria: no a reati minori separati
Un uomo è stato condannato per il reato di tentativo di rapina impropria aggravata dopo aver cercato di rubare un registratore di cassa. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione, chiedendo di riqualificare il fatto in reati minori e separati, quali percosse, tentate lesioni e danneggiamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'azione di afferrare il registratore di cassa dimostra in modo inequivocabile il fine predatorio dell'imputato. Di conseguenza, non è possibile scomporre la condotta unitaria in singole e meno gravi violazioni. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione: confermata la condanna
L'Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte d'appello che lo condannava per un reato di sottrazione patrimoniale commesso in concorso con altri soggetti. La difesa ha contestato l'identificazione dell'autore del reato e la qualificazione giuridica del fatto, lamentando carenze probatorie. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione. I giudici hanno rilevato che i motivi presentati erano generici e ripetitivi rispetto a quanto già esaminato e respinto in appello con motivazione logica e coerente. Inoltre, la ricostruzione del fine predatorio comune ha confermato la responsabilità concorsuale. Di conseguenza, l'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Tentato furto: quando la fuga non è desistenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto in abitazione. La Corte chiarisce che la fuga, se causata dall'intervento del proprietario, non costituisce desistenza volontaria ma conferma la sussistenza del reato di tentato furto, in quanto l'azione criminale è stata interrotta da un fattore esterno e non da una libera scelta dell'agente.
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