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Fede pubblica privilegiata

Definizione

Speciale valore probatorio attribuito a un atto redatto da un pubblico ufficiale. Le sue attestazioni possono essere smentite solo attraverso un procedimento specifico chiamato 'querela di falso'.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento illegittimo: risarcimento sì, ma niente reintegra
Un dipendente comunale viene licenziato per aver asseritamente utilizzato documenti alterati e mail riservate in un giudizio contro l'ente. La Corte d'Appello dichiara il licenziamento illegittimo e ordina la reintegrazione. La Cassazione conferma l'illegittimità del provvedimento per carenza di prove da parte dell'amministrazione. Tuttavia, accoglie il ricorso del Comune limitatamente alla tutela ripristinatoria: poiché il lavoratore ha raggiunto l'età pensionabile massima prima della decisione, la reintegrazione non è più possibile. Il rapporto si intende risolto ex lege al raggiungimento dei limiti di età. Di conseguenza, la Cassazione esclude la reintegra e limita il risarcimento del danno alle retribuzioni maturate dal giorno del licenziamento illegittimo fino alla data di collocamento a riposo d'ufficio.
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Falsa attestazione presenza: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente pubblica per falsa attestazione della presenza in servizio. La decisione si basava su prove raccolte durante un'indagine penale. La Corte ha chiarito che, sebbene gli atti di indagine non abbiano fede pubblica privilegiata, il giudice civile può liberamente valutarli insieme ad altre prove, come i tabulati di presenza, per accertare la condotta del lavoratore e ritenere proporzionata la massima sanzione espulsiva.
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Validità notifica fallimento: la parola del postino
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della fede privilegiata della relata di notifica in un caso di fallimento. Una società contestava la validità della notifica del ricorso di fallimento, ricevuta presso la sede legale da una persona che asseriva non essere autorizzata. La Corte ha stabilito che, sebbene la qualifica del ricevente non sia coperta da fede privilegiata e possa essere contestata con prove ordinarie, la società non ha fornito elementi sufficienti per superare la presunzione di validità, confermando la dichiarazione di fallimento.
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