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Feci sed iure feci

Definizione

Espressione latina che significa 'l'ho fatto, ma l'ho fatto secondo il diritto'. È un'eccezione con cui chi è accusato di aver turbato il possesso altrui si difende sostenendo di aver agito nell'ambito dei propri diritti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Manutenzione del possesso: il proprietario blocca il cancello
Una società agricola ha avviato un'azione di manutenzione del possesso per installare un nuovo cancello su uno stradone, sostituendo quello precedente. Il proprietario del terreno si è opposto, rivendicando la proprietà esclusiva dell'area. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda della società, accertando che una precedente sentenza definitiva aveva già dichiarato nullo l'atto di acquisto della società su quella specifica porzione di terreno. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della società agricola. I giudici hanno stabilito che il legittimo proprietario può opporsi all'alterazione dei luoghi se la sua proprietà è stata accertata con sentenza passata in giudicato. Di conseguenza, la società agricola perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Tutela del possesso: proprietario perde contro il vicino
Il caso riguarda il blocco di una strada privata tramite catena e lucchetto da parte dei comproprietari, volto a impedire il transito al vicino. Quest'ultimo ha agito in giudizio per la tutela del possesso della servitù di passaggio. I comproprietari si difendevano affermando di essere i legittimi proprietari della strada e che il vicino non possedeva il passaggio da oltre un anno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei comproprietari, confermando che per l'azione di spoglio violento non è richiesto il possesso ultrannuale. Inoltre, ha ribadito che le ragioni di proprietà non giustificano l'autotutela violenta contro il compossesso altrui. Il vicino ha vinto definitivamente la causa, ottenendo la rimozione del blocco.
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Notifica del ricorso: prova e perfezionamento
Una società agricola ha impugnato una sentenza d'appello riguardante la manutenzione del possesso per l'installazione di un cancello. La Corte di Cassazione ha rilevato la mancanza della prova della notifica del ricorso ad alcuni eredi, poiché non sono stati depositati gli avvisi di ricevimento ex art. 140 c.p.c. La Corte ha quindi concesso un termine per regolarizzare la notifica del ricorso.
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Compossesso e facciata: i limiti alle modifiche
La Corte di Cassazione affronta il tema del compossesso delle parti comuni in un condominio. Il caso riguarda la modifica di una facciata (finestre trasformate in porte) da parte di un condomino. La Corte ha stabilito che, in un'azione possessoria, non è sufficiente dimostrare la modifica materiale del bene, ma bisogna valutare l'eccezione 'feci sed iure feci' (l'ho fatto, ma in virtù di un mio diritto). Pertanto, il giudice deve esaminare se l'uso più intenso della cosa comune da parte di un condomino rientri nei limiti del suo diritto, senza impedire agli altri un pari uso. La sentenza di merito è stata cassata per non aver considerato la peculiarità del compossesso.
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