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Falso Certificato Medico

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falso certificato medico: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato accusato di aver utilizzato un falso certificato medico per eludere le restrizioni degli arresti domiciliari. Nonostante le contestazioni della difesa sulla paternità dei documenti, i giudici hanno rilevato che la struttura sanitaria indicata non possedeva il reparto menzionato e il medico firmatario non risultava in organico. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che l'uso concreto dei documenti falsi per ottenere permessi di uscita costituisce una prova determinante della responsabilità penale, rendendo irrilevante l'effettiva esistenza di patologie o l'identità materiale del falsificatore.
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Falso certificato medico: ricorso inammissibile
Un individuo, condannato per truffa assicurativa e falsità in atto pubblico per aver utilizzato un falso certificato medico, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, respingendo tutte le doglianze, tra cui presunti vizi di notifica, questioni di competenza territoriale e la mancata assunzione di prove. La decisione sottolinea come l'interesse personale sia un forte indizio nella prova della falsificazione.
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Falso certificato medico: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per aver utilizzato un falso certificato medico al fine di ottenere il rinvio di un processo. La Corte ha stabilito che le censure sollevate erano di natura fattuale, non consentite in sede di legittimità, e che la motivazione della corte d'appello sul coinvolgimento dell'imputato era logica e coerente, confermando così la condanna.
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Falso certificato medico: Cassazione nega la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente con ruolo dirigenziale condannato per aver utilizzato un falso certificato medico per giustificare un'assenza di 12 giorni. La Corte ha confermato che tale condotta integra il reato di falsità materiale e ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta, la posizione del lavoratore e l'entità del danno economico causato.
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