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Falsità Materiale In Atti Pubblici

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsità materiale in atti pubblici: condanna cancellata
I giudici di merito condannano l'Imputato per il reato di falsità materiale in atti pubblici. La difesa propone ricorso per cassazione, contestando la mancata applicazione del reato impossibile dovuta alla grossolanità della contraffazione del documento. La Corte di Cassazione dichiara la contestazione non manifestamente infondata, riconoscendo le specifiche caratteristiche del falso evidenziate fin dal primo grado. Tale validità dell'impugnazione impedisce l'inammissibilità del ricorso e consente ai giudici di rilevare la decorrenza del termine massimo di estinzione del reato, comprensivo delle sospensioni procedurali ed emergenziali. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando estinto il reato per intervenuta prescrizione.
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Falsità materiale in atti pubblici: il confine tra dolo e errore
Un dipendente comunale addetto alla formazione ha rilasciato diversi certificati anagrafici apponendo la firma dell'ufficiale dell'anagrafe delegato, privo della necessaria autorizzazione. Il Tribunale lo ha assolto ritenendo la falsità materiale in atti pubblici frutto di semplice leggerezza lavorativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero e ha annullato l'assoluzione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il dolo generico richiede solo la consapevolezza di alterare la verità. L'esperienza dell'imputato dimostra la sua piena cognizione dell'assenza di delega.
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