La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per aver fornito false generalità alla Polizia Municipale. La Corte ha stabilito che l'obbligo di dichiarare le proprie vere generalità a un pubblico ufficiale non è subordinato ai preventivi avvisi previsti per l'interrogatorio, poiché le generalità non rientrano nelle informazioni investigative tutelate dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 111/2023. Di conseguenza, mentire sulla propria identità costituisce reato ai sensi dell'art. 495 c.p., indipendentemente da tali avvertimenti.
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