La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa attestazione finalizzata a ottenere il reddito di cittadinanza. Il ricorrente aveva dichiarato falsamente di risiedere in Italia da almeno dieci anni, requisito essenziale per il beneficio. La Corte ha ritenuto irrilevante la circostanza che il modulo fosse stato compilato da un impiegato postale, poiché il requisito della residenza è un fatto semplice e ben noto al dichiarante. Tale consapevolezza integra il dolo generico richiesto dalla norma, escludendo la possibilità di derubricare la condotta a mera negligenza.
Continua »