La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di cinquantaquattro ciclomotori importati dalla Cina. I veicoli, esteticamente simili alla celebre Vespa, presentavano uno scudetto tricolore e riferimenti ingannevoli alla produzione nazionale. L'importatore ha contestato il provvedimento, ritenendo che si trattasse di una semplice violazione amministrativa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'apposizione di simboli evocativi dell'italianità su prodotti interamente realizzati all'estero integra il reato di vendita di prodotti con segni mendaci. Questa decisione rafforza la tutela del Made in Italy, punendo penalmente l'uso di marchi o diciture idonei a trarre in inganno il consumatore medio sull'effettiva origine geografica della merce importata.
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