Definizione
Termine latino che indica il momento iniziale da cui comincia a decorrere il termine di prescrizione di un diritto.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 34 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 38% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 26%
- Rigettato 35%
- Inammissibile 38%
Provvedimenti per anno
2022
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 391%
- Civile Sez. Lavoro6%
- Civile Sez. 23%
Precedenti più richiamati
- Cass. 2958/2024in 19 provvedimenti
- Cass. 16104/2013in 15 provvedimenti
- Cass. 3431/2024in 5 provvedimenti
- Cass. 24749/2023in 5 provvedimenti
- Cass. 15719/2022in 5 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Un Lavoratore, erroneamente cancellato dalle liste di collocamento obbligatorio da un Ministero, subì un danno pensionistico a causa della perdita di contributi e di un trattamento pensionistico inferiore. Il Tribunale gli riconobbe un risarcimento. La Corte d'Appello, però, rigettò la domanda, ritenendo il diritto prescritto, facendo decorrere il termine dal momento della cancellazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la prescrizione del danno pensionistico inizia solo quando il Lavoratore raggiunge l'età pensionabile e il danno si manifesta concretamente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Un gruppo di medici ha chiesto un cospicuo risarcimento danni allo Stato italiano per aver percepito una borsa di studio medicina generale di importo inferiore rispetto a quella riservata agli specializzandi universitari. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente la domanda, affermando che non esiste alcun obbligo eurounitario o nazionale di parità retributiva tra le due categorie. I percorsi di formazione presentano finalità, organizzazione e ambiti lavorativi differenti. Di conseguenza, la scelta del legislatore di diversificare i compensi rientra nella sua discrezionalità e non costituisce alcun illecito risarcibile.
Continua »
La Cassazione ha respinto le richieste di un gruppo di medici che, specializzatisi negli anni '80 senza retribuzione, avevano citato lo Stato per il tardivo recepimento di direttive UE. La Corte ha confermato la maturata prescrizione del diritto al risarcimento. Il termine decennale per agire è iniziato il 27 ottobre 1999 e, di conseguenza, le azioni legali avviate nel 2017 sono risultate tardive. La sentenza ha stabilito un principio chiave sulla prescrizione risarcimento medici specializzandi, condannando quasi tutti i ricorrenti anche per abuso del processo. Fa eccezione un solo medico, il cui caso è stato rinviato in Appello per un errore di valutazione sulla sua specializzazione.
Continua »
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento a un gruppo di medici specializzandi che avevano fatto causa allo Stato per non aver ricevuto un compenso durante la specializzazione, in violazione di direttive europee. Il loro diritto al risarcimento è stato dichiarato prescritto. Secondo i giudici, il termine di dieci anni per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di una legge che ha chiarito la situazione. I medici hanno avviato la causa troppo tardi, perdendo così la possibilità di ottenere il risarcimento. La sentenza conferma che l'incertezza soggettiva non ferma il decorso della prescrizione quando il diritto poteva già essere esercitato.
Continua »
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per la mancata retribuzione durante la specializzazione, come previsto da direttive UE. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la prescrizione decennale per i medici specializzandi è iniziata il 27 ottobre 1999 e, di conseguenza, era già scaduta al momento dell'azione legale intrapresa nel 2016. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante gli anni '80. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. È stata rigettata la tesi dei ricorrenti secondo cui il termine sarebbe dovuto partire solo dal momento in cui avrebbero avuto "piena conoscenza" del loro diritto, ritenendo le direttive comunitarie originarie sufficientemente chiare.
Continua »
La Corte di Cassazione chiarisce le regole su prescrizione e quantificazione del risarcimento per i medici che frequentarono le scuole di specializzazione prima del 1991 senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte conferma che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999 e che l'importo del risarcimento deve essere calcolato sulla base della Legge n. 370/1999, non del successivo D.Lgs. n. 257/1991. La sentenza accoglie il ricorso dell'amministrazione statale sull'importo e rigetta quello di un medico sulla decorrenza della prescrizione.
Continua »
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione dei contributi previdenziali, confermando il termine quinquennale introdotto dalla L. 335/1995. La Corte ha stabilito che la denuncia del lavoratore non ha l'effetto di raddoppiare tale termine per i contributi maturati dopo l'entrata in vigore della legge, né di interrompere la prescrizione. Il ricorso del lavoratore, che lamentava il mancato versamento dei contributi da parte della società datrice di lavoro, è stato rigettato, confermando la decisione della Corte territoriale che aveva accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Ente Previdenziale.
Continua »
Un avvocato è stato sospeso per bancarotta e appropriazione indebita commesse come amministratore di fatto di una società. Ha contestato la sanzione, sostenendo che gli atti erano estranei alla sua professione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la sanzione disciplinare avvocato è legittima poiché il dovere di dignità e decoro si applica anche alla vita privata, non solo all'esercizio della professione legale.
Continua »
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per il mancato riconoscimento di un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Dopo aver perso in primo e secondo grado per prescrizione del diritto, sono stati condannati a spese legali eccessive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24144/2024, ha accolto parzialmente il loro ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul calcolo spese legali in cause con più parti (litisconsorzio facoltativo): il valore della causa si determina sulla base della singola domanda di importo più elevato e non sulla somma di tutte le domande. Di conseguenza, ha ridotto significativamente sia le spese legali che il risarcimento per lite temeraria.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18394/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento del danno per la tardiva attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il diritto al risarcimento specializzandi si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18344/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive comunitarie sulla remunerazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il diritto al risarcimento specializzandi si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16278/2024, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il diritto al risarcimento si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati inammissibili e i ricorrenti condannati anche per lite temeraria.
Continua »
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 15882/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il tema centrale è la prescrizione per i medici specializzandi, il cui diritto si è estinto. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il termine decennale di prescrizione decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Avendo i medici agito in giudizio solo nel 2016, la loro pretesa è stata ritenuta tardiva e il ricorso inammissibile per contrasto con la giurisprudenza costante, con conseguente condanna per lite temeraria.
Continua »
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati temerari, con condanna per responsabilità aggravata, vista la consolidata giurisprudenza in materia di risarcimento medici specializzandi.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30145/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione negli anni '80. La Corte ha confermato la consolidata giurisprudenza sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il diritto al risarcimento si è estinto per il decorso del termine decennale. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, avendo agito contro un orientamento giuridico ormai pacifico.
Continua »
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento allo Stato per la mancata retribuzione durante la specializzazione negli anni '80 e '90, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento è estinto, ribadendo il suo orientamento consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15909/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il tema centrale è la prescrizione del diritto, che secondo la Corte decorre dal 27 ottobre 1999. La decisione si basa su un orientamento giurisprudenziale consolidato, ribadendo che il termine decennale non poteva essere sospeso in attesa di un'attuazione completa delle direttive comunitarie.
Continua »
Una dottoressa specializzanda ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato il diritto estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato, dichiarando il ricorso inammissibile. Il fulcro della decisione riguarda la prescrizione medici specializzandi, che, secondo l'orientamento consolidato, inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15567/2024, si è pronunciata sul tema del risarcimento specializzandi per la mancata retribuzione durante il corso di specializzazione. La Corte ha confermato che il diritto si prescrive in dieci anni a partire dal 27 ottobre 1999. Ha inoltre chiarito che, per i corsi iniziati dopo il 1991, l'azione legale va intentata contro l'Università e non contro lo Stato, dichiarando il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Continua »