L'Imputato, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, si è allontanato per svariati chilometri dal proprio domicilio coatto, prendendo alloggio in una struttura alberghiera. È stato rintracciato dalle forze dell'ordine in seguito alla segnalazione del responsabile dell'hotel. Condannato nei gradi di merito per il reato di evasione dagli arresti domiciliari, ha proposto ricorso per Cassazione contestando la gravità del trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi riproponevano censure già respinte e non consideravano la gravità della condotta, caratterizzata da una fuga di molti chilometri e da numerosi precedenti penali. L'Imputato è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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