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Eterodirezione

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Provvedimenti

Aberratio ictus: la reazione della vittima non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la responsabilità per omicidio in un caso di aberratio ictus. Durante un'aggressione, la vittima designata, nel difendersi, ha deviato la pistola dell'aggressore, che ha finito per colpire e uccidere sé stesso. La Corte ha stabilito che la reazione difensiva della vittima, se non è un evento eccezionale e imprevedibile, non interrompe il nesso causale. La responsabilità per l'evento, quindi, ricade sull'aggressore e sui suoi concorrenti, a meno che non si dimostri che l'azione di sparo sia stata completamente 'eterodiretta' dalla vittima, circostanza che il giudice del rinvio dovrà accertare.
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Lavoro socialmente utile: quando è subordinato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice impiegata per 14 anni come bibliotecaria da un Comune tramite un progetto di lavoro socialmente utile (LSU). La Corte ha confermato la decisione di secondo grado che riconosceva la natura di lavoro subordinato, data la stabilità, l'orario fisso e l'integrazione nell'organizzazione dell'ente. Il ricorso del Comune è stato dichiarato inammissibile principalmente per violazione del principio di autosufficienza, non avendo l'ente riportato correttamente gli atti processuali a sostegno delle proprie tesi.
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Contratto a progetto: quando è fittizio e si converte
Una cooperativa di trasporti ha impugnato la decisione di convertire un contratto a progetto di una sua collaboratrice in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la mancanza di un progetto specifico, definito e autonomo comporta la conversione automatica del rapporto. La Corte ha ritenuto che le mansioni della lavoratrice, analoghe a quelle di un'impiegata di agenzia viaggi, e la presenza di indici di subordinazione (retribuzione fissa, ferie, direttive) provassero la natura fittizia del contratto a progetto. È stata confermata anche la decisione sul recupero contributivo per le indennità di trasferta.
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Qualificazione rapporto di lavoro: socio e dipendente
Una cooperativa agricola ha contestato la decisione che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato a un suo socio. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la qualificazione rapporto di lavoro dipende dalle modalità concrete di svolgimento della prestazione. È stato confermato che un rapporto associativo può coesistere con uno subordinato, e il versamento di contributi da dipendente è un forte indizio a favore di quest'ultimo.
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Appalto illecito: quando scatta il lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riconosceva l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un istituto di credito e un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa. Il caso riguarda un appalto illecito, in quanto il lavoratore, addetto allo smistamento della corrispondenza, era di fatto inserito nell'organizzazione della banca e diretto dal suo personale, svolgendo mansioni non riconducibili al contratto di appalto ufficiale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, consolidando il principio che conta la realtà fattuale del rapporto lavorativo e non la sua qualificazione formale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: La Cassazione decide
Una lavoratrice impiegata presso l'ufficio di un'ambasciata ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto come lavoro subordinato. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che gli elementi forniti dalla lavoratrice (luogo di lavoro, orario fisso, supervisione, retribuzione costante) erano sufficienti per la qualificazione rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ritenuto la contestazione del datore di lavoro troppo generica per invalidare le allegazioni della dipendente. È stata inoltre confermata la giurisdizione italiana, respingendo la tesi dell'immunità diplomatica per mansioni ausiliarie.
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Appalto non genuino: la direzione del committente
La Corte d'Appello di Bologna conferma una sanzione per appalto non genuino. La sentenza stabilisce che se il committente esercita potere direttivo e organizzativo sui lavoratori dell'appaltatore, il contratto si configura come somministrazione illecita di manodopera, indipendentemente dal testo formale dell'accordo. Le testimonianze dei lavoratori, che hanno confermato di ricevere ordini diretti dal committente, sono state decisive per la decisione.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è fittizio
Il Tribunale di Trento ha annullato una cartella di pagamento emessa da un ente previdenziale nei confronti di un'infermiera. Nonostante un contratto formale di lavoro autonomo, il giudice ha riconosciuto la natura di lavoro subordinato del rapporto, basandosi su indici concreti come orari fissi, direttive del datore e integrazione nell'organizzazione aziendale. Di conseguenza, è stata dichiarata l'insussistenza dell'obbligo contributivo verso la cassa professionale.
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