Le familiari di un uomo ucciso hanno chiesto i benefici previsti per le vittime di criminalità organizzata. I giudici di merito hanno negato il diritto, sostenendo che la vittima non fosse estranea agli ambienti mafiosi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che la legge richiede la completa estraneità della vittima e dei suoi familiari a contesti delinquenziali. Non basta essere incensurati o non affiliati; è necessaria una totale assenza di contiguità, specialmente per legami familiari. La Corte ha rigettato il ricorso delle familiari, confermando che la vittima aveva stretti rapporti con esponenti mafiosi, rendendo impossibile il riconoscimento dei benefici vittime criminalità organizzata.
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