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Espromissione Liberatoria

Definizione

Una forma di espromissione in cui, con il consenso del creditore, il debitore originario viene completamente liberato dal suo obbligo, che passa esclusivamente in capo al nuovo debitore (l'espromittente).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espromissione liberatoria: interpretazione del contratto
La Corte di Cassazione analizza un caso di espromissione, chiarendo i criteri per determinare se si tratti di un'espromissione liberatoria. Una società si era impegnata a pagare il debito di un'altra, ma una clausola prevedeva la liberazione della debitrice originaria a condizione dell'emissione di una nota di accredito da parte della creditrice. La Corte d'Appello aveva erroneamente interpretato la clausola in modo 'atomistico', senza considerare il senso letterale e complessivo dell'accordo. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il primo canone interpretativo è quello letterale e che la volontà di liberare il debitore non deve essere sacramentale, ma chiara e univoca. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Espromissione liberatoria: quando un terzo paga il debito
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un terzo (il figlio del debitore) è intervenuto per saldare un debito. La creditrice, ricevendo un assegno, ha firmato un documento che i giudici hanno interpretato come una espromissione liberatoria, estinguendo l'obbligazione del debitore originario. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della creditrice, affermando che l'interpretazione del contratto da parte dei giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità se plausibile e logicamente motivata, anche se non è l'unica possibile.
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Espromissione e risanamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la validità di un contratto di espromissione stipulato da due soci per garantire il debito residuo della loro società verso una banca. L'accordo era collegato all'adesione della banca a un piano di risanamento, che implicava una rinuncia parziale al credito. I soci avevano sostenuto la nullità dell'espromissione per mancanza di causa. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Ha stabilito che l'accordo era valido, interpretandolo come un'espromissione liberatoria finalizzata a garantire l'integrale soddisfacimento del creditore. I motivi di ricorso sono stati giudicati inammissibili per genericità e per la pretesa di un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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