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Esimente (o Scriminante)

Definizione

Una circostanza prevista dalla legge che giustifica un comportamento che altrimenti sarebbe considerato illecito (civile o penale), eliminandone la punibilità e l'obbligo di risarcimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diffamazione a mezzo stampa: articolo anonimo e condanna
Il direttore di una testata giornalistica ha subito una condanna per il reato di diffamazione a mezzo stampa a causa di un articolo anonimo. L'imputato ha presentato ricorso per contestare la paternità del testo e per invocare il diritto di critica. I giudici hanno respinto le doglianze. La decisione ha confermato che il direttore risponde dello scritto anonimo inserito nel periodico poiché ne condivide le scelte editoriali e lo fa proprio. Inoltre, la mancata dimostrazione della verità storica dei fatti addebitati impedisce l'applicazione dell'esimente di critica. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. Il direttore responsabile ha perso la causa e deve pagare le spese processuali insieme a una somma in denaro.
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Diritto di critica giudiziaria tra dissenso e offesa
Un giornalista pubblica su un quotidiano online tre articoli in cui definisce un magistrato requirente pavido, incapace e complice di presunti insabbiamenti in un noto caso di omicidio. I giudici di merito condannano l'autore per diffamazione aggravata continuata. L'imputato propone ricorso per cassazione invocando la libertà di stampa e la scriminante del diritto di critica giudiziaria. La Suprema Corte respinge il ricorso confermando la condanna. I giudici stabiliscono che la critica all'attività giudiziaria, pur potendo assumere toni aspri, non può tradursi in un attacco immotivato all'onestà e all'imparzialità del magistrato né basarsi su fatti manipolati o del tutto inventati.
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Offese in scritti difensivi: accusa di truffa, ma nessun danno
Un professionista ha chiesto il risarcimento per danno alla reputazione dopo che una cliente, in un precedente processo per il pagamento di compensi, lo aveva accusato di 'truffa' durante un interrogatorio. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo un principio chiave sulle offese in scritti difensivi. L'articolo 598 del codice penale prevede una speciale immunità per le espressioni offensive usate in giudizio, a condizione che siano pertinenti all'oggetto della causa. Questa norma non solo esclude la responsabilità penale, ma anche quella civile. Di conseguenza, la frase, pur essendo forte, non costituisce un fatto illecito e non genera alcun diritto al risarcimento del danno.
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