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Esimente Art. 384 C.P.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esimente art. 384 c.p.: mentire per non accusarsi
Un soggetto, condannato per false dichiarazioni a un P.M., aveva mentito sul contenuto di un'intercettazione per timore di essere incriminato, avendo precedenti specifici. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che i giudici di merito non avevano adeguatamente valutato il concreto e immediato pericolo per la libertà personale dell'imputato, un requisito fondamentale per l'applicazione dell'esimente art. 384 c.p.
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Esimente art. 384 c.p.: quando non si applica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per favoreggiamento personale. Si ribadisce che l'applicazione dell'esimente art. 384 c.p. (stato di necessità per salvare sé o un prossimo congiunto) è subordinata alla condizione che la condotta illecita rappresenti l'unica alternativa possibile per evitare un grave pregiudizio, una valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Esimente art. 384 c.p.: non vale se avvisati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata, confermando che l'esimente art. 384 c.p. non si applica al familiare che rende falsa testimonianza dopo essere stato informato della facoltà di astenersi dal deporre. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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