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Esigibilità differita

Definizione

Un regime speciale IVA in cui l'imposta diventa dovuta (esigibile) non al momento dell'emissione della fattura, ma al momento del pagamento effettivo del corrispettivo da parte del cliente. Si applica solo in specifici casi previsti dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dichiarazione integrativa IVA fallimento: quando spetta il credito
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda in fallimento il recupero di un credito esposto tramite una dichiarazione integrativa IVA fallimento. Il Curatore aveva versato l'imposta relativa a vendite antecedenti al fallimento ma incassate successivamente, ritenendo che il debito fosse concorsuale. Successivamente, aveva presentato la nuova dichiarazione per far emergere un credito d'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che la natura concorsuale del debito non trasforma automaticamente l'IVA già versata in un credito rimborsabile. Per utilizzare la dichiarazione integrativa IVA fallimento, la curatela deve dimostrare l'effettiva sussistenza di un errore o i presupposti concreti del credito. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza favorevole al fallimento, rinviando la causa per un nuovo esame sulla prova del credito.
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Motivazione Apparente: Cassazione annulla sentenza
Una società è stata oggetto di un accertamento fiscale per l'applicazione indebita del regime di esigibilità differita dell'IVA. Dopo una parziale riduzione delle sanzioni in primo grado, la Corte di Giustizia tributaria di secondo grado ha dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza d'appello per vizio di motivazione apparente. Secondo la Suprema Corte, il giudice di secondo grado non ha adeguatamente esaminato i motivi di ricorso, limitandosi a una formula generica che non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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IVA per cassa: annotazione in fattura obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4112/2024, ha stabilito che per usufruire del regime dell'IVA per cassa previsto dall'art. 7 del D.L. n. 185/2008 (applicabile per le annualità 2011 e 2012), era indispensabile l'espressa annotazione sulla fattura. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, chiarendo che il semplice comportamento concludente non era sufficiente a sostituire tale requisito formale, data la natura eccezionale e transattiva di quella specifica disciplina, a differenza del regime opzionale sistemico introdotto successivamente nel 2012.
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