LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Esecutorietà (ex art. 647 c.p.c.)

Definizione

Il provvedimento con cui il giudice, dopo aver verificato la regolarità della notifica e la mancata opposizione, rende un decreto ingiuntivo definitivo e idoneo a procedere con l'esecuzione forzata (pignoramento).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento: serve il titolo
Una società creditrice ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per oltre novantunomila euro sulla base di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Il giudice delegato e il tribunale hanno respinto l'istanza evidenziando la mancata definitività del titolo. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, dichiarando inammissibile il ricorso della creditrice. Ai fini dell'opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento, il provvedimento monitorio deve ottenere il formale decreto di esecutorietà del giudice prima della dichiarazione di insolvenza. La semplice provvisoria esecutività e il decorso dei termini di opposizione non bastano a vincolare la procedura concorsuale. La società creditrice ha subito la condanna definitiva alle spese di lite.
Continua »
Decreto ingiuntivo e fallimento: istanza rapida ed esito negato
Una creditrice richiede l'ammissione al passivo fallimentare di una somma ingiunta tramite decreto ingiuntivo. La donna deposita l'istanza di esecutorietà prima dell'apertura del fallimento, ma il giudice emette il decreto esecutivo solo dopo la sentenza di fallimento. Il giudice delegato e il Tribunale respingono l'opponibilità del titolo, ammettendo solo una minima quota priva di contestazioni. La creditrice ricorre in Cassazione sollevando questioni di legittimità costituzionale e lamentando ritardi burocratici non imputabili alla sua condotta. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso, ribadendo la regola cardine su decreto ingiuntivo e fallimento: l'atto giudiziario privo del provvedimento formale di esecutorietà antecedente al fallimento non produce giudicato verso la massa dei creditori. La creditrice perde il ricorso e deve provare il credito secondo le ordinarie regole concorsuali.
Continua »
Decreto ingiuntivo e fallimento: perso il privilegio sul credito
Un Creditore ha chiesto di ammettere un proprio credito al passivo fallimentare in via privilegiata, basandosi su un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. L'atto era privo della formale dichiarazione giudiziale di esecutorietà rilasciata prima della sentenza dichiarativa di fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Creditore, confermando il consolidato principio di diritto in tema di **Decreto ingiuntivo e fallimento**. Il provvedimento non munito dell'attestazione ex art. 647 c.p.c. prima del fallimento non passa in giudicato ed è del tutto inopponibile alla massa dei creditori. Di conseguenza, il credito resta degradato a semplice credito chirografario e il Creditore soccombente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Decreto Ingiuntivo non Opposto ma Invalido: Creditore Escluso
Una società creditrice ha tentato di far ammettere un proprio credito nello stato passivo di un'azienda fallita. La prova del credito era un decreto ingiuntivo non opposto dal debitore prima del fallimento. Tuttavia, il decreto non aveva ottenuto la dichiarazione di esecutorietà da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha stabilito l'inopponibilità del decreto ingiuntivo alla procedura fallimentare. Il principio sancito è chiaro: un decreto ingiuntivo, anche se non opposto, diventa definitivo e valido contro tutti i creditori solo dopo il provvedimento di esecutorietà del giudice. Senza questo passaggio, avvenuto prima della dichiarazione di fallimento, il credito non può essere ammesso. La società creditrice ha quindi perso la causa.
Continua »