La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a trent'anni di reclusione per tre imputati coinvolti in un omicidio di stampo mafioso. Il caso riguarda la corretta attribuzione della **Premeditazione** sia al mandante che agli esecutori materiali. Nonostante gli esecutori avessero agito con rapidità per riaccreditarsi presso i vertici del clan, la Corte ha stabilito che la loro consapevolezza del piano omicida già deliberato dal mandante integra pienamente l'aggravante. La decisione ribadisce che l'adesione psicologica a un progetto criminoso altrui, se noto e condiviso, estende la responsabilità per la pianificazione temporale del delitto.
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