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Esdebitazione Del Fallito

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esdebitazione del fallito: quando i debiti si cancellano
Un socio illimitatamente responsabile di due società di persone fallite ha richiesto il beneficio dell'esdebitazione del fallito per cancellare i debiti residui delle due procedure. I giudici di merito hanno respinto la prima richiesta perché presentata oltre un anno dopo la chiusura del primo fallimento. Hanno poi rigettato anche la seconda richiesta, ritenendo che il pagamento effettuato ai soli creditori privilegiati (pari al 13,89%) fosse irrisorio. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. I giudici di legittimità hanno confermato che il termine annuale per la domanda decorre in modo autonomo dalla chiusura della specifica procedura. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che la percentuale del 13,89% non può essere considerata automaticamente irrisoria. La decisione è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
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Esdebitazione del fallito: Cassazione apre anche con illeciti
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un socio di una società fallita a cui era stata negata l'esdebitazione. I giudici di merito avevano basato il diniego su vecchi illeciti fiscali e sul pagamento irrisorio dei creditori. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sull'esdebitazione del fallito: le cause ostative sono solo quelle tassativamente previste dalla legge. Vecchi illeciti fiscali, non rientranti nei reati fallimentari specifici, non bastano a negare il beneficio. Inoltre, il criterio del pagamento 'irrisorio' deve essere valutato in modo più approfondito, non limitandosi al solo importo finale distribuito. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame.
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Esdebitazione del Fallito: Vecchi Debiti Fiscali non la Bloccano
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un socio fallito a cui era stata negata la liberazione dai debiti. I giudici di merito avevano respinto la richiesta per due motivi: vecchi illeciti fiscali e il pagamento di una percentuale troppo bassa ai creditori. La Cassazione ha stabilito che le cause ostative all'esdebitazione del fallito sono solo quelle tassativamente elencate dalla legge, e i vecchi illeciti fiscali non rientravano tra queste. Inoltre, ha chiarito che la valutazione sulla 'irrisorietà' del pagamento ai creditori deve essere più approfondita, considerando l'intero patrimonio acquisito e non solo la somma finale distribuita. La decisione è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Esdebitazione del fallito: confermato il beneficio
La Corte d'Appello di Torino ha confermato il beneficio dell'esdebitazione del fallito per un socio di una società dichiarata fallita nel 2016. Nonostante il reclamo di un creditore che contestava l'esiguità del soddisfacimento dei debiti (circa l'8%) e il mancato pagamento dei crediti tributari, i giudici hanno ribadito che non esiste una soglia minima matematica per l'accesso al beneficio, purché il pagamento non sia meramente simbolico e il debitore risulti meritevole.
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