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Provvedimenti

Danno riflesso del socio: la Cassazione fa chiarezza
Due soci agiscono per il risarcimento dei danni derivanti dalla svendita di una partecipazione societaria. La Cassazione chiarisce che il pregiudizio al valore della quota è un danno riflesso del socio, risarcibile solo dalla società. L'appello generico viene dichiarato inammissibile.
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Prova esportazione IVA: quando il ricorso è inammissibile
Una società si è vista rigettare il ricorso contro un avviso di recupero IVA, poiché non è riuscita a fornire la prova dell'esportazione di merci al di fuori dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando i motivi di ricorso inammissibili. La sentenza sottolinea che il contribuente ha l'onere esclusivo di fornire la prova esportazione IVA e che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Indennità di asservimento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22345/2025, si è pronunciata sul tema dell'indennità di asservimento. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte di proprietari di un immobile danneggiato da lavori per un'opera pubblica ferroviaria. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto il danno, evidenziando due errori cruciali: la non corretta verifica della legittimità urbanistica di tutte le parti dell'edificio danneggiato e l'inammissibile produzione di nuovi documenti in appello. La Corte ha ribadito che l'indennità spetta solo per le porzioni di immobile legittimamente realizzate prima dell'approvazione dell'opera pubblica.
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Ricorso inammissibile: come evitare i vizi formali
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di mansioni superiori e un diverso inquadramento professionale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma a causa di gravi vizi formali nella redazione dell'atto. Tra i motivi, la confusa esposizione delle censure, l'imprecisa indicazione delle norme violate e la commistione di motivi di ricorso tra loro incompatibili. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per la redazione dei ricorsi per cassazione.
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Prescrizione rimborso fiscale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto un rimborso fiscale per imposte versate in eccesso circa trent'anni prima. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la norma che le impediva di eccepire la prescrizione per vecchi crediti IRPEG e IRPEF (L. 350/2003) non è perpetua, ma ha una validità di dieci anni dalla sua entrata in vigore. Essendo la richiesta successiva a tale termine, la prescrizione del rimborso fiscale è stata correttamente applicata.
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Indennità di esproprio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19465/2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari terrieri contro un Comune, relativo alla determinazione dell'indennità di esproprio. La Corte ha ribadito il principio della "edificabilità legale", secondo cui il valore di un terreno espropriato si basa sulla sua destinazione urbanistica ufficiale e non sulle sue potenzialità di fatto. È stata confermata la legittimità di una valutazione intermedia per aree con vincoli pubblicistici (es. parcheggi), superiore al valore agricolo ma inferiore a quello delle aree pienamente edificabili. Infine, è stato chiarito che l'aumento del 10% sull'indennità si applica solo alle procedure iniziate dopo il 30 giugno 2003.
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Compartecipazione spesa: escluse pensioni disabilità
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento non possono essere considerate reddito ai fini della compartecipazione alla spesa per i servizi socio-sanitari. La Corte ha ritenuto illegittima la delibera comunale che includeva tali emolumenti nel calcolo, disapplicandola. La decisione si fonda sul principio che tali somme hanno natura compensativa e non reddituale, un orientamento consolidato dalla giurisprudenza amministrativa e poi recepito dal legislatore.
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