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Equivalenza delle cause

Definizione

Principio penale secondo cui se più cause concorrono a produrre un evento, ciascuna di esse è considerata causa dell'evento, a meno che una causa successiva sia stata da sola sufficiente a determinarlo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Malattia professionale calciatore: diritto alla tutela
La Corte d’Appello ha confermato il riconoscimento della malattia professionale calciatore per un ex atleta colpito da ernia discale. Sebbene la patologia non goda di una presunzione legale automatica per gli sportivi, l'istruttoria ha dimostrato che gli allenamenti usuranti (pesi, balzi e vibrazioni) hanno causato il danno fisico, rendendo l'istituto assicuratore obbligato all'indennizzo.
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Omicidio stradale: la velocità folle cancella il caso fortuito
Il Conducente, guidando a 145 km/h in un tratto con limite a 30 km/h, perdeva il controllo dell'auto causando la morte di tre passeggeri e il ferimento di un quarto. Subito dopo l'incidente, si allontanava senza prestare soccorso. La difesa invocava il caso fortuito, sostenendo che un passeggero ubriaco gli avesse coperto gli occhi per gioco, e contestava l'aggravante della fuga a causa dello stato di choc. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'eccesso di velocità costituisce causa determinante dell'evento, applicando il principio di equivalenza delle cause. Inoltre, lo stato di choc non giustifica l'allontanamento immediato senza allertare i soccorsi. Di conseguenza, viene confermata la condanna per omicidio stradale aggravato dalla fuga.
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Omicidio colposo stradale: la velocità eccessiva avvia la catena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omicidio colposo stradale a carico di un automobilista che, viaggiando a velocità eccessiva, ha perso il controllo del veicolo a causa di una brusca frenata, tamponando l'auto che lo precedeva. A seguito dell'impatto, la vettura tamponata è sbandata finendo nella corsia opposta, dove è stata travolta da un terzo veicolo, causando il decesso del conducente. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, chiarendo che il secondo scontro non interrompe il nesso di causalità. In forza del principio di equivalenza delle cause, l'intero sinistro è stato innescato dalla condotta imprudente del primo automobilista, rendendo irrilevante la successiva collisione fatale come causa autonoma.
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