Un uomo, in lite con un'agenzia immobiliare, sottrae un computer per recuperare un credito di 250 euro. La Cassazione conferma la condanna per rapina, escludendo il reato meno grave di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La differenza cruciale risiede nell'intento: appropriarsi di un bene diverso da quello preteso, a cui non si ha diritto, integra un ingiusto profitto, elemento tipico della rapina.
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