Un padre, indagato per l'omicidio del figlio, viene sottoposto a custodia in carcere. Gli elementi a suo carico sono un filmato che lo mostra rientrare a casa da solo dopo essere uscito con la vittima, un suo mozzicone di sigaretta sul luogo del delitto e la registrazione audio di uno sparo da una telecamera vicina. La difesa contesta il valore di ogni singolo indizio. La Corte di Cassazione, però, conferma l'arresto, stabilendo che la combinazione di questi elementi costituisce un quadro di gravi indizi di colpevolezza sufficiente per la misura cautelare, anche in assenza di un movente chiaro. L'indagato perde il ricorso.
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